Serena. Al mare e al sole. Con un vento fresco e placato sul viso e tra i capelli. Senza pensieri, senza doveri, senza domande da porsi o risoste da trovare insistentemente. Sono serena davvero. E non ho bisogno di nulla. È bello sentirsi così, è raro ma succede. E l’unica cosa che si spera è che duri.
Dura, dura, sta durando e poi un bimbo mi si avvicina e mi chiede di portarlo a fare il bagno. Lo invito a contare fino a dieci, due tre volte, poi al contrario. Sto prendendo tempo, ma il bimbo diventa insistente. Così chiedo ai genitori il permesso di accontentarlo. Ma loro rattristati mi dicono che ha mangiato da poco e che sarebbe meglio che terminasse la digestione. Il bimbo scalpita e mi urla di andare, che non vuole più aspettare. Mi dice: «E dai! Per piacere! Andiamo lo stesso!». Sorrido. Sono improvvisamente nel mezza di un tiro alla corda. Sorrido, comunque, perché nonostante la pace sia finita, il bimbo mi si siede proprio accanto e rivolgendosi ancora a me urla: «Ma non è giusto!». Gli rispondo che non posso farci nulla, che sono i suoi genitori che comandano, che sono oronta ad accompagnarlo appena ho il loro benestare… Ma niente, piange. Poi scappa dai gentitori nuovamente. Sembra una pallina da ping pong, una scheggia impazzita che non vuole spiegazioni, solo un sì. Le sue ragioni di noi adulte gli sembrano così assurde, opinabile, “irragionevoli”. Fino a che improvvisamente tutto tace. No, mi illudevo, ha solo moderato il volume dei suoi capricci. Lo capisco, fa caldo è con questa caluria persino l’indigestione sembra improbabile. Lui mi legge nel pensiero ed è di nuovo qui: «vogliamo andare!?!?». I genitori, sfiniti, mi fanno cenno di assecondarlo e in un lampo siamo in acqua, a inventare storie di combattimenti epici con armi fantastiche dal nome ridicolo. Del tipo, pistola di diamante dorato. Sarà una pace di guerre sanguinarie, ma al mare, al massimo ti prendi un gavettone, d’acqua gelida. A proposito, ora che sono di nuovo sul lettino, mi è venuta voglia di svegliare il vicino di ombrellone. Ci siamo capiti come.


Monica Blanche monica@monicablanche.it